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02/12/2017. A Corsico una serata dedicata al "bullismo del terzo millennio"
Il Generale Luciano Garofano, la Prof.ssa Deborah Capasso de Angelis e il Prof. Massimo Blanco hanno incontrato i cittadini per parlare del bullismo e dei gravi rischi connessi all'utilizzo delle nuove tecnologie di interazione digitale da parte dei minori.


 
La sera del 30 novembre 2017, presso il Polo Scientifico di Corsico, si è svolto un incontro aperto al pubblico dal titolo “Bullismo e cyberbullismo. Parliamone con gli esperti alla luce della recente legge 71/2017”.
 
L’evento è stato organizzato dall’Università Popolare UNISED e dall’Istituto di Scienze Forensi in collaborazione con la sezione di Corsico dell’Associazione Nazionale Carabinieri e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti e dell’ISF College di Malta. Quali relatori tre autorevoli esperti: il Gen. Luciano Garofano, ex comandante del R.I.S., presidente del Comitato UNICEF di Parma e autore del libro “La prepotenza invisibile. Bulli e cyberbulli: chi sono e come difendersi”, la Prof.ssa Deborah Capasso de Angelis, sociologa e criminologa, rettore di UNISED e presidente dell’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, e il Prof. Massimo Blanco, criminologo e presidente dell’Istituto di Scienze Forensi, il quale, da oltre un decennio, si occupa di atti persecutori e violenze di genere. All’incontro è intervenuto anche il consigliere regionale della Lombardia Dott. Fabio Altitonante, uomo politico da molti anni impegnato su temi sociali come quello trattato nell’occasione. Altitonante, tra l’altro, è stato co-promotore della legge regionale che ha previsto lo stanziamento di 300 mila euro in favore degli enti no-profit che si occupano di prevenzione del cyberbullismo.

 
Il pubblico, composto da oltre 130 persone tra insegnanti, membri dei comitati dei genitori, mamme, papà e cittadini interessati agli argomenti della serata, hanno manifestato vivo interesse per le tematiche trattate dai singoli relatori i quali hanno usato un linguaggio scevro da tecnicismi e ricco di spunti di riflessione per i non addetti ai lavori. Infatti, per arginare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, servono consapevolezza e coesione soprattutto da parte di genitori, nonni, zii ecc. che spesso non si rendono conto che una foto, un video o, semplicemente, uno scritto sul web potrebbe essere l’inizio di una storia che porta anche a tragici epiloghi.

 
Il bullismo è un fenomeno verso il quale i professionisti impegnati in prima linea come gli insegnanti, i criminologi, gli psicologi, gli assistenti sociali e gli educatori non smettono mai di prestare la massima attenzione. E lo fanno a ragion veduta, visto che gli episodi di bullismo stanno facendo registrare numeri sempre più preoccupanti, soprattutto da quando la comunicazione e le relazioni interpersonali si sono fortemente digitalizzate e hanno ampliato notevolmente il raggio d’azione di molestatori, persecutori e loro complici.
 
Il cyberbullismo, che possiamo considerare il bullismo del terzo millennio, sta divenendo una “patologia” sociale sempre più aggressiva che non conosce limiti di spazio e di tempo. Se prima, nella maggior parte dei casi, la vittima correva rischi in determinati ambienti e orari, ad esempio quelli scolastici, oggi, con le nuove tecnologie, chi viene perseguitato resta potenzialmente a tiro dei bulli 24 ore su 24. Inoltre, a causa del fatto che gli smartphone e diversi altri dispositivi collegati a internet sono sempre più utilizzati in piena autonomia anche da bambini di soli 9-10 anni, il target di possibili vittime si è notevolmente ampliato. Per questo, hanno sottolineato i relatori, i genitori devono essere consci di assumersi una grande responsabilità quando permettono ai propri figli di utilizzare dei dispositivi collegabili alla rete, comprese le consolle per i videogiochi.


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Le foto dell'incontro
 
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