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25/09/2017. Resoconto del Convegno di Biologia forense del 23 settembre 2017


Sabato 23 settembre scorso, a Corsico (Milano), si è tenuto il Convegno dal titolo “La prova scientifica e i nuovi orizzonti della biologia forense nelle investigazioni giudiziarie”. Il “tutto esaurito” ha confermato, benché non ce ne fosse un gran bisogno, che l’attenzione per i temi trattati è ancora altissima, complice la risonanza mediatica della condanna in secondo grado di Massimo Giuseppe Bossetti, scaturita soprattutto dalla prova del DNA.
Il Convegno, al quale erano presenti biologi, avvocati, criminologi, criminalisti, ufficiali di polizia giudiziaria ma anche moltissimi cittadini interessati all’argomento, si è tenuto presso il Polo Scientifico di Corsico, la struttura in cui hanno sede l’Istituto di Scienze Forensi con il proprio College (ISF College) e l’Università Popolare UNISED, enti che hanno organizzato l’evento. Il Convegno è stato inoltre patrocinato dalla Fondazione Italiana Biologi, dall’Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti e dal Movimento per il Neorinascimento della Giustizia.
Relatori il prof. Eugenio D’orio, docente universitario, biologo e genetista forense, il giudice dott. Gennaro Francione, presidente del Movimento per il Neorinascimento della Giustizia, il prof. Eraldo Stefani, noto avvocato penalista e docente universitario alla “Sapienza” di Roma, il dott. Gianni Spoletti, criminologo investigativo ed esperto di tecniche e tecnologie per le investigazioni, e il dott. Davide Cannella, profiler e direttore della Falco Investigazioni. Nel pomeriggio, è intervenuto anche l’avv. Fiorenzo Alessi, illustre penalista nonché legale di Gessica Notaro, la giovane donna ex Miss Romagna tristemente nota alle cronache per essere stata brutalmente sfregiata con l’acido, delitto per cui è ora imputato l’ex fidanzato. Ha moderato il prof. Massimo Blanco, presidente dell’Istituto di Scienze Forensi e direttore esecutivo dell’Università Popolare UNISED.
Il prof. Blanco, alle 10,30, ha aperto i lavori sottolineando che la “scienza”, biologica, del diritto e dell’investigazione sarebbe stata il fulcro delle argomentazioni portate dai diversi relatori. Quindi, una giornata squisitamente al di sopra di qualsiasi dibattito o diatriba mediatica. «Infatti - ha detto il prof. Blanco - purtroppo, nel nostro Paese, assistiamo quotidianamente ad una vera e propria “tortura” della scienza forense e della dignità degli onesti professionisti del settore operata da millantatori televisivi o del web che esprimono pareri su questioni che non gli competono. Ma non solo. Oltre ad “intortare” il grande pubblico - prosegue Blanco - talvolta, complice la mancanza di una regolamentazione della professione tecnico-forense, ritroviamo i “tuttologi” anche nelle aule giudiziarie come consulenti tecnici e ciò risulta inammissibile. In un Paese normale, certi soggetti sarebbero considerati delle “macchiette”. In Italia, invece, grazie ai media certi personaggi vengono elevati indegnamente al ruolo di autorevoli esperti di qualsiasi cosa. Pertanto, - ha concluso Blanco - oggi è nostro desiderio fornire anche una corretta informazione sui ruoli e sulle competenze dei diversi professionisti coinvolti nel mondo forense».
In seguito all’apertura dei lavori, è intervenuto il Sindaco di Corsico Filippo Errante il quale ha portato ai presenti i saluti della Città, manifestando il proprio orgoglio per essere stato promotore dell’insediamento sul territorio comunale di un Polo Scientifico specializzato nelle scienze forensi oramai divenuto un centro d’eccellenza nazionale. Nel merito degli argomenti del Convegno, il Sindaco ha sottolineato l’importanza della prevenzione dei delitti e, in particolare, di quelli a carico dei cittadini più vulnerabili verso i quali il Comune di Corsico mantiene sempre alta l’attenzione. Purtroppo, ha concluso Errante, si riesce a fare molto ma mai abbastanza. Infatti, nonostante il grandissimo impegno profuso, non riuscire a soddisfare le necessità in termini di sicurezza di tutti i cittadini, nessuno escluso, a causa di risorse limitate e normative lacunose, risulta assai frustrante.
Nel corso della mattinata e delle prime ore del pomeriggio, si sono succeduti gli interventi dei relatori. Il dott. Gennaro Francione ha parlato dei vecchi stereotipi e delle nuove frontiere del concetto di prova regina, in particolare del DNA, stigmatizzando la pratica dei cosiddetti “processi indiziari” che finiscono con sentenze di condanna tralasciando uno o più “ragionevoli dubbi”. Il prof. Eugenio D’orio ha spiegato quali sono le peculiarità e i limiti della prova del DNA e della ricerca scientifica in tale ambito, rimarcando soprattutto il fatto che un DNA ci può solo dire “chi” ma non può rispondere alle domande di competenza dell’investigazione tradizionale quali “come” e “dove”. Il prof. Eraldo Stefani ha argomentato sulle indagini difensive, evidenziando l’importanza dell’affidamento degli accertamenti tecnici ad esperti criminalisti e della partecipazione alle operazioni sul posto da parte dell’avvocato e del pubblico ministero. Il dott. Davide Cannella ha analizzato il rapporto tra l’investigatore privato e il biologo forense, tracciandone le numerose possibili sinergie operative. Il dott. Gianni Spoletti ha spiegato l’evoluzione delle tecniche di investigazione scientifica in virtù del progresso della ricerca grazie alla quale, oggi, si possono adoperare tecnologie avanzatissime di contrasto al crimine che, solo pochi anni fa, erano considerate pura fantascienza. L’ultimo illustre relatore intervenuto è stato l’avvocato Fiorenzo Alessi, il quale, riferendosi al caso di Gessica Notaro, ha invece spiegato come gli indizi, in mancanza di una confessione, debbano comunque essere adeguatamente considerati in sede investigativa e processuale, soprattutto se definiscono circostanze che riconducono in modo assai significativo all’indagato.
Il Convegno si è concluso con la trattazione di casi reali, soprattutto del delitto di Brembate di Sopra che vede unico imputato Massimo Giuseppe Bossetti. Numerose le domande rivolte ai relatori, talvolta connotate da richieste di pareri sulla colpevolezza o meno di Bossetti, alle quali gli illustri esperti hanno però fornito risposte tecnico-giuridiche e tecnico-scientifiche avulse da qualsiasi conclusione estranea alla scienza del diritto e della genetica forense.
Nel corso della giornata, il prof. Eugenio D’orio ha inoltre fornito spiegazioni in merito al “Master in Biologia forense e investigazioni scientifiche” in partenza a breve, chiarendo che il biologo forense non va affatto visto unicamente come un tecnico chiuso in laboratorio che effettua analisi. Infatti, nei Paesi anglosassoni il biologo forense è un professionista polivalente che partecipa attivamente a tutte le fasi dell’investigazione scientifica, dalla repertazione all’analisi vera e propria dei reperti sino alla presentazione della relazione tecnica in sede processuale. Questa è la figura professionale che si propone di formare il Master erogato dall’Istituto di Scienze Forensi in collaborazione con la UNISED.

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Le foto del Convegno
 
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